Più collaborazione tra Regione e Associazioni di donne
Negli ultimi anni associazionismo e volontariato hanno rappresentato anche per la Regione Lazio una risorsa che ha colmato le lacune dell’intervento pubblico. Dall’assistenza alla cultura, dalla sanità alla consulenza legale, le Associazioni di donne sono una realtà forte e competente e meritano riconoscimenti più seri e appositi stanziamenti regionali.
Più opportunità per le donne
Promuovere e sostenere l’impresa e l’artigianato femminili attraverso la formazione professionale, il credito agevolato e la riqualificazione significa creare condizioni vere di pari opportunità e di sviluppo per la nostra Regione.
Più consultori pubblici
I consultori hanno subito un forte attacco e sono privi di sostegno e fondi. La loro riqualificazione consentirebbe a tutte le donne di riappropriarsi di un servizio per la prevenzione, la difesa della salute e il benessere fisico e psicologico.
Più servizi sociali di qualità
Servizi sociali efficienti – realizzati anche attraverso una integrazione fra pubblico e privato – consentono alle donne di esercitare con serenità i ruoli nei quali sono a pieno titolo impegnate. In particolare: assistenza domiciliare agli anziani, spazi di integrazione per minori, rinforzo degli interventi di sostegno scolastico per disabili, prestazioni d’assistenza sociale ed accoglienza diurna o residenziale per anziani non autosufficienti.
La conciliazione dei tempi di vita e di lavoro restituirebbe a donne e uomini il gusto di un’esistenza più serena.
Più sostegno agli studenti
Occorre riformare profondamente gli strumenti e i servizi che garantiscono il diritto allo studio contro il disegno del centrodestra che, attraverso Lazio ADISU, ha ridotto l’accesso dei giovani all’università.
Occorre assicurare adeguati finanziamenti e maggiore autonomia agli atenei e sostenere economicamente gli studenti sia durante il corso di laurea, sia nella fase della loro specializzazione.
Più offerta culturale
Le politiche giovanili debbono riguardare l’intera offerta culturale. I dati ci dicono che c’è un calo di consumo culturale nella nostra Regione: l’amministrazione regionale può e deve intervenire agevolando il consumo di beni culturali, stimolando la creatività giovanile e promuovendo l’associazionismo. Ci sono poi forme di rappresentanza giovanile, come il Forum regionale dei giovani, che vanno riconosciute dall’amministrazione regionale come parte sociale da consultare per le politiche che riguardano il mondo giovanile.
Più garanzie contro il precariato
Il problema del precariato è diventato un’emergenza sociale. Si devono trovare le risorse per istituire un salario di ingresso e di mantenimento quando il contratto non viene rinnovato.
Occorre adottare, entro il dicembre 2005, un Piano dell’occupazione regionale che tenga conto della qualità della produzione, della formazione continua e delle norme per la sicurezza e per la tutela nei luoghi di lavoro.
Uno sviluppo in armonia con l’ambiente
Il verde e l’ambiente sono una risorsa da tutelare e valorizzare.
Occorre:
Una Sanità di qualità ma senza sprechi
Razionalizzazione delle liste d’attesa, nuove strutture di pronto soccorso e valorizzazione dei medici di base e dei medici ospedalieri nel quadro del rilancio della sanità pubblica.
L’eliminazione del ticket introdotto dalla destra è una priorità che può essere realizzata senza operare tagli ulteriori, ma attraverso una più equa redistribuzione delle risorse.